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	<title>fuoridivela.it &#187; Max</title>
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	<description>associazione sportiva dilettantistica</description>
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		<title>Il Bardolino al Lago di Como seconda edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 10 Luglio, alle ore 18.00, a Dorio (LC) in località Torchiedo, presso la nostra base nautica, si terrà la seconda edizione de “Il Bardolino al Lago di Como”, degustazione guidata dei vini della DOC Bardolino.Un luogo unico, il Lago di Como, farà da sfondo a questo appuntamento, organizzato da Fuoridivela e il Consorzio Tutela ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 10 Luglio, alle ore 18.00,  a Dorio (LC) in località Torchiedo, presso la nostra base nautica, si terrà la seconda edizione de “Il Bardolino al Lago di Como”, degustazione guidata dei vini della DOC Bardolino.Un luogo unico, il Lago di Como, farà da sfondo a questo appuntamento, organizzato da Fuoridivela e il Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC.</p>
<p><span id="more-609"></span></p>
<p>Massimiliano Perbellini, assaggiatore Onav, guiderà la degustazione, che sarà accompagnata dai prodotti tipici della Macelleria  Sala di Dervio (LC).<br />
Saranno in assaggio tre tipologie di vino, il Bardolino, il Bardolino Chiaretto e il Bardolino Chiaretto Spumante.</p>
<p>Il Bardolino nasce sulle sponde e nell’entroterra del più grande lago italiano, il Garda, precisamente sulle sponde veronesi, nei paesi di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano e Cavaion, che rappresentano la zona di produzione cosiddetta Classica, e i paesi di Bussolengo, Caprino, Castelnuovo, Pastrengo, Peschiera, Rivoli, Sommacampagna, Sona e Valeggio per la restante zona DOC.<br />
I vitigni impiegati per la vinificazione sono i classici a bacca rossa autoctoni veronesi, ovvero Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.</p>
<p>Le caratteristica principale del Bardolino è la sua grandissima bevibilità, la sua facilità d’abbinamento, un grande gusto e un basso tenore alcolico, e visto che si beve anche fresco, rappresenta il vino rosso estivo per eccellenza. Comunque non dimentichiamoci le sue versioni vinificate in rosato, il Bardolino Chiaretto e il Bardolino Chiaretto Spumante, che tanto successo stanno riscuotendo, in cui la freschezza e  profumi fruttati e floreali tipicamente estivi raggiungono la massima esaltazione.</p>
<p>L’evento vuole sottolineare non solo il vino, ma anche e soprattutto la grande versatilità di questo angolo del Lago di Como, adatto sia all’attività sportiva che al turismo di qualità, da sempre attento alle proposte culturali, tradizionali e gastronomiche.</p>
<p>Un&#8217;occasione per presentare l’Associazione Fuoridivela come supporto al marketing territoriale del paese, nonché per proporre a turisti e cittadini attività ricreative di valore, cultura e divertimento.</p>
<p>La degustazione è gratuita, sarà richiesta una cauzione di 5 euro per il bicchiere che verrà restituita alla riconsegna dello stesso. L’ingresso pedonale alla base nautica di Fuoridivela è situato in via Unione, località Torchiedo, Dorio (LC).</p>
<p>Per ulteriori informazioni consultate il sito <a href="http://www.fuoridivela.it/">www.fuoridivela.it</a> o telefonare a Luigi al 335-5754314.</p>
<p>Il sito del Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC è <a href="http://www.ilbardolino.com/">www.ilbardolino.com</a>, in cui potete trovare ulteriori informazioni su questo grande vino italiano.</p>
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		<title>Phantom</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 20:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando parlo di &#8220;pastasciutta&#8221;, intendo dire ore di barca e miglia d&#8217;acqua macinate, e più se ne fanno più s&#8217;impara. E le miglia dovrebbero essere navigate a bordo delle più disparate tipologie di barche, dal piccolo Optimist alla più grande delle imbarcazioni d&#8217;altura. Solo che l&#8217;Optimist si trova un pò dappertutto, la nostra associazione ne ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parlo di &#8220;pastasciutta&#8221;, intendo dire ore di barca e miglia d&#8217;acqua macinate, e più se ne fanno più s&#8217;impara.<br />
E le miglia dovrebbero essere navigate a bordo delle più disparate tipologie di barche, dal piccolo Optimist alla più grande delle imbarcazioni d&#8217;altura.</p>
<p>Solo che l&#8217;Optimist si trova un pò dappertutto, la nostra associazione ne possiede due oltre allo stampo per costruirle, ma per quella grande sono cavoli amari, già vedete i sacrifici che richiede il nostro Giulia per non parlare del Re Davide, che sono di 5,5 e 7,5 metri, immaginate un 12/15 metri.<br />
Ed ecco che qui viene incontro una nostra vecchia conoscenza: Filippo De Leonibus, grande amico ma soprattutto grande marinaio, ha da poco preso in gestione una gloria dei mari, il Phantom.</p>
<p><span id="more-311"></span></p>
<p><strong>Il Phantom, la sua storia</strong><br />
PHANTOM<br />
1973<br />
Sloop Marconi<br />
Architetto George Cuthberson e George Cassian<br />
Cantiere Cuthbertson &amp; Cassian, Canada<br />
Lunghezza f.t. 20,15 m</p>
<p>Phantom è uno sloop oceanico costruito dal cantiere canadese Cuthberson e Cassian nel 1973.<br />
Diretto dai due progettisti George Cuthberson e George Cassian, negli anni ’70 il cantiere si distingue per una serie di soluzioni progettuali e di costruzione che rappresentano in quegli anni una grande novità.<br />
Per la prima volta si costruisce con la tecnica sandwich &#8211; uno spessore di balsa tra due strati di vetroresina -tecnica che permette di diminuire il peso della costruzione e aumentare la rigidità.<br />
Gli scafi hanno il timone separato dalla chiglia senza più skeg, linee molto filanti, armi velici molto alti e potenti.<br />
Phantom rappresenta il primo esempio di maxi custom made prodotto dal cantiere canadese, la cui produzione all’epoca si fermava al 61 piedi, del quale alcuni esemplari &#8211; come Helisara di Von Karajan e<br />
Grampus di Angelo Rizzoli &#8211; erano già in quegli anni famosi per gli ottimi risultati in regata.<br />
Phantom  viene invece prodotto su precisa richiesta dell’armatore, il giovane Luca Bassani, successivamente  ideatore del cantiere Wally Yachts, già a quel tempo capace di intuizioni nuove e rivoluzionarie.<br />
Phantom è un 66 piedi, una misura per quei tempi considerata insolita, dalle scelte progettuali audaci: doppia timoneria, rotaie per regolare strallo di prua, quattro coffee grinder per la regolazione contemporanea di genoa e spinnaker, un armo in testa con piano velico molto alto e posizione  dell’albero spostato a pruavia.<br />
La barca partecipa ai campionati del mediterraneo combattendo in tempo reale con gli unici maxi  presenti a quel tempo &#8211; Bembow, Helisara e Grampus &#8211; tutti sempre alla testa della flotta nelle classiche di  quel tempo, dando stacchi abissali al resto delle imbarcazioni che a quei tempi vedevano tra i 9 e i 12  metri di lunghezza la misura più comune.<br />
Negli anni 80 la barca viene poi acquistata da armatori americani e negli Stati Uniti partecipa alle regate  nella costa East, Miami, Florida e Carabi, conquistando così le prime posizioni nelle edizioni ’84,’85 e ’86 del campionato di Key West.<br />
Acquistata da armatori francesi, negli anni ’90 torna nel Mediterraneo facendo base a S. Tropez.<br />
L’attuale armatore l’acquista nel 1996 e, tra il 2004 e il 2006, il Cantiere Del Carlo di Viareggio porta a termine il completo restauro degli interni e del piano di coperta, al fine di rendere la barca più vivibile per un uso crocieristico e più facile nella conduzione con equipaggio ridotto.<br />
Si tende ad una maggiore pulizia della coperta: i winch primari vengono elettrificati e si ergonomizzano le principali manovre.<br />
La barca partecipa ad una decina di regate dell’Alto Tirreno e ad alcune Viareggio-Bastia-Livorno, facendosi notare per le grandi prestazioni e riuscendo sempre a tenere testa a barche certamente piu moderne.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/hqEbpyTaPh0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hqEbpyTaPh0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Inutile dire che questa opportunità di navigare col Phantom rappresenta la migliore delle pastasciutte.<br />
Filippo infatti organizza regate, eventi e uscite sia didattiche che godereccie, con porto d&#8217;armamento Viareggio.<br />
Intanto fatevi girare da Filippo del materiale informativo (<a href="mailto:info@filippodeleonibus.com">cliccando qui</a>) e appena possibile pubblicherò il calendario degli eventi e regate a cui è possibile partecipare.<br />
Max Pigiamino Perbellini</p>
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		<title>Manolito più che una barca un MITO capitolo primo</title>
		<link>http://www.fuoridivela.it/posts/manolito-piu-che-una-barca-un-mito-volume-uno/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 10:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come tutti sappiamo, un velista non è tale senza la sua barca, ma certe barche, anche se semplici o non appariscenti, in realtà hanno più di un anima, e in alcuni casi più di una vita, quasi come un&#8217;Araba Fenice: questa è la storia dello Strale Manolito, una di queste barche. Giusto qualche giorno fa, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti sappiamo, un velista non è tale senza la sua barca, ma certe barche, anche se semplici o non appariscenti, in realtà hanno più di un anima, e in alcuni casi  più di una vita, quasi come un&#8217;Araba Fenice: questa è la storia dello Strale Manolito, una di queste barche.</p>
<p><span id="more-228"></span>Giusto qualche giorno fa, Maestro d&#8217;Ascia Nicolo&#8217; mi ha consegnato uno scafo completo nuovo dello Strale, di cui Fuoridivela ha lo stampo, e dietro suggerimento di Beddazzo aka Sergio Cendali, approfittando del suo armamento, farò una storia a puntate, su come ho trovato la barca, su come ci abbiamo navigato, su come è morta, su come è rinata e su quanti di noi hanno imparato, stanno imparando e impareranno la nobile arte del DERIVISMO grazie ad una piccola e semplice barca a vela di 4,9 metri.<br />
Ovviamente chiunque abbia del materiale o la semplice testimonianza scritta sul Manolito, lo invito a partecipare a questa storia piccola ma grande allo stesso tempo.</p>
<p><strong>Capitolo 1 : Della spiaggia di Campione e del Gruppo Sconvolti del Garda.</strong><br />
Correva l&#8217;anno 1991, e un folto gruppo di amici velisti, avevano eletto la spiaggia di Campione del Garda (<a href="http://www.windoweb.it/desktop_italia/foto_lombardia/foto_lago_di_garda/campione_del_garda/campione_del_garda_010.JPG" rel="wp-prettyPhoto[g228]">questa</a>): eravamo in parecchi, facevamo parte di una grande famiglia, che si chiamava Centro Nautico di Levante, ci eravamo conosciuti in quel di Torre Guaceto e avevamo scelto Campione per le nostre esperienze e soprattutto veleggiate al di fuori dell&#8217;acqua salata.<br />
A quel tempo eravamo tutti abbastanza squattrinati, e Campione era l&#8217;unico posto con una spiaggia in cui si poteva lasciare liberamente le barche in spiaggia del Lago di Garda e contemporanamente avere un bellissimo paese e tutti quegli appoggi per fare vela come si deve: tutto in perfetto stile Glenans.<br />
Per stile Glenans (<a href="http://www.glenans.it/IT/fareuncorso/sapere/art_33736.php">vedi anche qui</a>) intendo vela per tutti e in sicurezza, perché la miglior scuola è sempre il navigare, e più si naviga e più si impara, quello che nel mio gergo chiamo &#8220;pastasciutta&#8221;, se non mangi pastasciutta non potrai mai crescere, la miglior scuola del mondo senza successiva indigestione di pastasciutta non t&#8217;avrà insegnato nulla: ma lo stile Glenans, oltre che alla pastasciutta, insegna che non importa il mezzo con cui navighi, per cui un vecchio e sicuro guscio di noce và benissimo, altro che l&#8217;ultimo modello superfigotecnologicocarboniotitaniopibio di imbarcazione costosissima,  che purtroppo è l&#8217;idea che l&#8217;opinione pubblica e, ahime, molti velisti o pseudotali, hanno della vela.<br />
Ma torniamo a Campione, trovato il lago e la spiaggia restavano le barche, e come sempre l&#8217;italico ingegno venne in nostro aiuto.<br />
Dovete sapere che il Lago di Garda, e quasi tutti i laghi del Nord Italia, essendo di origine glaciale, hanno pochissimo terreno piano e spiagge attorno, ergo questi luoghi sono rari e costosi come il conseguente spazio da dedicare all&#8217;attività veliche tramite porti, circoli nautici e spiagge attrezzate: ecco che solo mantenere il posto barca annualmente, a volte supera il valore di una vecchia ma efficente deriva.<br />
Così giocoforza si scelse Campione quasi spontaneamente: i primi tre furono dei ragazzi del basso Lago di Garda, notoriamente avaro di vento nella stagione calda e di circoli velici &#8220;economici&#8221;, e cosi il sottoscritto, approfittando del posto barca economico per non dir gratuito, portò  il suo rottame di Flying Dutchman  Born To Run , che nulla aveva a vedere con i <a href="http://www.fdclubitalia.it/">veri violini </a>che sono i suoi fratelli, su cui da incoscente autodidatta avevo mangiato le mie prime pastasciutte, mentre l&#8217;Anna Quinzani (futura presidente CNL) e la nostra Guida Spirituale Gianni Dosi già frequentavano Campione con vari catamarani, Laser e 420, e dopo esserci conosciuti a Torre Guaceto, impiantammo sulla spiaggia i primi germogli del &#8220;Gruppo Sconvolti del Garda&#8221;.<br />
Max Pigiamino Perbellini</p>
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