Quando parlo di “pastasciutta”, intendo dire ore di barca e miglia d’acqua macinate, e più se ne fanno più s’impara.
E le miglia dovrebbero essere navigate a bordo delle più disparate tipologie di barche, dal piccolo Optimist alla più grande delle imbarcazioni d’altura.
Solo che l’Optimist si trova un pò dappertutto, la nostra associazione ne possiede due oltre allo stampo per costruirle, ma per quella grande sono cavoli amari, già vedete i sacrifici che richiede il nostro Giulia per non parlare del Re Davide, che sono di 5,5 e 7,5 metri, immaginate un 12/15 metri.
Ed ecco che qui viene incontro una nostra vecchia conoscenza: Filippo De Leonibus, grande amico ma soprattutto grande marinaio, ha da poco preso in gestione una gloria dei mari, il Phantom.
Il Phantom, la sua storia
PHANTOM
1973
Sloop Marconi
Architetto George Cuthberson e George Cassian
Cantiere Cuthbertson & Cassian, Canada
Lunghezza f.t. 20,15 m
Phantom è uno sloop oceanico costruito dal cantiere canadese Cuthberson e Cassian nel 1973.
Diretto dai due progettisti George Cuthberson e George Cassian, negli anni ’70 il cantiere si distingue per una serie di soluzioni progettuali e di costruzione che rappresentano in quegli anni una grande novità.
Per la prima volta si costruisce con la tecnica sandwich – uno spessore di balsa tra due strati di vetroresina -tecnica che permette di diminuire il peso della costruzione e aumentare la rigidità.
Gli scafi hanno il timone separato dalla chiglia senza più skeg, linee molto filanti, armi velici molto alti e potenti.
Phantom rappresenta il primo esempio di maxi custom made prodotto dal cantiere canadese, la cui produzione all’epoca si fermava al 61 piedi, del quale alcuni esemplari – come Helisara di Von Karajan e
Grampus di Angelo Rizzoli – erano già in quegli anni famosi per gli ottimi risultati in regata.
Phantom viene invece prodotto su precisa richiesta dell’armatore, il giovane Luca Bassani, successivamente ideatore del cantiere Wally Yachts, già a quel tempo capace di intuizioni nuove e rivoluzionarie.
Phantom è un 66 piedi, una misura per quei tempi considerata insolita, dalle scelte progettuali audaci: doppia timoneria, rotaie per regolare strallo di prua, quattro coffee grinder per la regolazione contemporanea di genoa e spinnaker, un armo in testa con piano velico molto alto e posizione dell’albero spostato a pruavia.
La barca partecipa ai campionati del mediterraneo combattendo in tempo reale con gli unici maxi presenti a quel tempo – Bembow, Helisara e Grampus – tutti sempre alla testa della flotta nelle classiche di quel tempo, dando stacchi abissali al resto delle imbarcazioni che a quei tempi vedevano tra i 9 e i 12 metri di lunghezza la misura più comune.
Negli anni 80 la barca viene poi acquistata da armatori americani e negli Stati Uniti partecipa alle regate nella costa East, Miami, Florida e Carabi, conquistando così le prime posizioni nelle edizioni ’84,’85 e ’86 del campionato di Key West.
Acquistata da armatori francesi, negli anni ’90 torna nel Mediterraneo facendo base a S. Tropez.
L’attuale armatore l’acquista nel 1996 e, tra il 2004 e il 2006, il Cantiere Del Carlo di Viareggio porta a termine il completo restauro degli interni e del piano di coperta, al fine di rendere la barca più vivibile per un uso crocieristico e più facile nella conduzione con equipaggio ridotto.
Si tende ad una maggiore pulizia della coperta: i winch primari vengono elettrificati e si ergonomizzano le principali manovre.
La barca partecipa ad una decina di regate dell’Alto Tirreno e ad alcune Viareggio-Bastia-Livorno, facendosi notare per le grandi prestazioni e riuscendo sempre a tenere testa a barche certamente piu moderne.
Inutile dire che questa opportunità di navigare col Phantom rappresenta la migliore delle pastasciutte.
Filippo infatti organizza regate, eventi e uscite sia didattiche che godereccie, con porto d’armamento Viareggio.
Intanto fatevi girare da Filippo del materiale informativo (cliccando qui) e appena possibile pubblicherò il calendario degli eventi e regate a cui è possibile partecipare.
Max Pigiamino Perbellini





